it
en

Deutschland

Italia

España

United Kingdom

United States

Lietuva

La prova di TFB: monocolo termico Pulsar Helion 2 XP50 PRO

Recensione a cura di TFB – The Firearm Blog

Un mio amico possiede un visore termico, acquistato qualche anno fa, e stava pensando a comprarne uno nuovo e più performante.  Saputo che ero in possesso del nuovissimo Pulsar Helion 2 XP50 PRO, è venuto da me per dargli un’occhiata. Era una giornata soleggiata di primavera con una temperatura di circa 15 °C, condizioni piuttosto buone per uno strumento termico. Ho acceso Helion 2, con la modalità di colore bianco caldo, e regolato la messa a fuoco su una casa a circa 160 metri di distanza, quindi gli ho passato il dispositivo. Dopo una breve osservazione dell’ambiente, mi ha chiesto cosa doveva fare per attivare la modalità termica. Ho risposto che c’è una sola modalità, ed è proprio quella termica con cui stava osservando! Si possono modificare alcune impostazioni e la tavolozza di colori, ma è tutto basato su un’immagine termica di quel che si sta osservando. Non riusciva a credere a quel che gli stavo dicendo, ma la nuova versione Pro fornisce una rappresentazione talmente buona dell’ambiente circostante che è naturale pensare che si tratti di un’immagine reale o un film in bianco e nero. Ne ha ordinato uno il giorno stesso.  



Credo che questa “rivelazione” sia un ottimo esempio di quanto sia rapido lo sviluppo tecnologico nell’ambito dell’imaging termico per uso civile, e quanto elevata sia attualmente la qualità di visori e mirini termici. Sono perfetti e assicurano la stessa qualità dell’immagine in una giornata di nebbia e pioggia? Naturalmente no, ma è inevitabile che sia così per un dispositivo termico. Tuttavia uno strumento potente come Helion 2 XP50 PRO è in grado di fornire ottime prestazioni anche in condizioni sfavorevoli.


Quali sono le differenze tra Helion 2 XP50 PRO e il “vecchio” Helion 2 XP50?

L’alloggiamento è in lega di magnesio altamente resistente. Ha un sensore 640×480@17 µm con un valore di NETD <25 mK, e una nuova lente ad apertura rapida F50/1.0 invece che 1.2. Il display è AMOLED HD 1024×768 e i video registrati sono in formato .mp4. Vi sono anche alcune piccole differenze esteriori, ma se non si osservano i due dispositivi uno a fianco dell’altro non si notano, e comunque non si tratta di qualcosa che faccia la differenza per l’utilizzatore.  

Cosa significano tutti questi numeri? Ho messo i due modelli fianco a fianco, e i dettagli in primo piano e sullo sfondo sono chiaramente superiori nel modello Pro, mentre il prezzo rimane lo stesso.
Il modello in alto è il nuovo Helion 2 XP50 PRO. La differenza principale è all’interno. 


Utilizzo

Questi monocoli termici possono essere usati sia di giorno che di notte, e sono molto efficienti. Detto in poche parole, nulla si può nascondere alla loro visione, sebbene per dei professionisti ci siano modi per ridurre la propria traccia di calore. Nella più completa oscurità, si può vedere un piccolo topo muoversi a circa 100 metri. Helion 2 PRO è in grado di rilevare la sagoma di una persona (1,80 x 0,5 m) fino a una distanza di 1800 metri. È da sottolineare che non possono essere usati come mirino, dato che sono da utilizzare tenendoli in mano oppure montati su un treppiede per osservare e individuare. 


In basso a destra, il nuovo modulo termico Clip-on di Pulsar.


Prime impressioni e descrizione

Ormai ci sono abituato, ma chiunque veda i modelli Helion 2 afferma che sono molto più piccoli di quel che appaiono nelle immagini, o perlomeno molto meno ingombranti. È comunque il più grande tra i monocoli Pulsar, ma non dovrebbe essere un problema portarlo in una tasca esterna della giacca. Le dimensioni sono 242x75x60 e il peso è di 500 grammi, piuttosto buono considerando le prestazioni. I pulsanti si percepiscono al tatto e sono ricoperti con un materiale che suppongo sia gomma. Il pulsante di accensione/spegnimento è di colore blu, posizionato leggermente più distante dai pulsanti con cui si controlla lo strumento. Nell’oscurità può risultare un po’ difficoltoso identificare i vari pulsanti, ma in poco tempo ci si abitua. Fondamentalmente si preme il menu, quindi “più” o “meno” per muovere il cursore e “invio” per selezionare.    



Distanza di 200 metri, +15°C, soleggiato.

Il cuore di ogni dispositivo termico è il sensore. Helion 2 XP50 PRO è equipaggiato con un sensore microbolometrico con una risoluzione di 640x480 pixel, un pixel pitch di 17 μm e un frame rate di 50 Hz. Il valore di NETD (Noise-Equivalent Temperature Difference) è < 25 mK, e più è basso questo valore, migliore è la qualità. La versione precedente aveva un NETD < 40 mk. Pulsar ha firmware e software propri e lo strumento viene prodotto nell’Unione Europea.  

Il sensore è protetto da un copriobiettivo in plastica rigida, fissato a un perno. Tra tutti i design che ho visto, questo è decisamente il migliore.

Ingrandimento

L’ingrandimento va da 2.5x fino a 20x (zoom 8x). Il mio consiglio è di prediligere strumenti con il più basso ingrandimento di base. Apprezzo molto un ampio campo visivo quando esploro una zona, e solo raramente faccio uno zoom. Lo zoom 5x funziona bene con Helion 2, ma se si procede ulteriormente a zoomare si utilizza solo una frazione del sensore, e l’immagine risulta molto sgranata. Fate attenzione che, seppure due costruttori possano indicare il medesimo ingrandimento di 2.5x, ci potrebbe essere in realtà una differenza di ampiezza del campo visivo.   

La scelta migliore, secondo me, è di utilizzare l’ingrandimento 2.5x come punto di partenza per l’esplorazione, quindi usare la funzione Picture-in-Picture con ingrandimento 5x o 10x per osservare in dettaglio ciò che vi interessa.  

In basso: Krypton FXG50, Proton FXQ30 e Pulsar Helion 2 XP50 Pro (e la versione non Pro).



Qualità dell’immagine

La qualità dell’immagine è eccellente! In condizioni meteorologiche buone equivale a un’immagine in bianco e nero di quel che c’è di fronte a voi. Ovviamente la qualità scende con il peggioramento delle condizioni, ma se c’è uno strumento capace di fornire una buona immagine anche in circostanze sfavorevoli, questi è certamente Helion PRO. Abbiamo messo Helion 2 PRO e il precedente Helion 2 (entrambi XP50) uno a fianco dell’altro su dei treppiedi, puntati verso la stessa zona, sia in condizioni buone che cattive, dai +15 °C col sole all’oscurità con -4 °C e una leggera nebbia. La versione PRO appare decisamente superiore nel complesso, ma a causa dell’apertura 1.0 della lente è anche molto più sensibile a una corretta messa a fuoco.



In basso, quel che appare con una normale camera.



Immagine termica: la distanza è un po’ inferiore in questo caso, ma si comprende bene il livello qualitativo. Si noti come sono visibili le ombre della vegetazione nei pressi dei numeri 38, 39 e 40. Il contrasto nell’immagine Pulsar è forte. Pulsar dispone di un ampio ventaglio di impostazioni nel caso si volesse modificare l’immagine.


Altre caratteristiche

Helion 2 PRO dispone di otto tavolozze di colori tra cui scegliere, con una funzione di potenziamento dell’immagine (Image Detail Boost). Alcuni colori potrebbero inizialmente sembrare superflui, ma Seppia e Rosso Monocromo sono eccellenti nell’oscurità totale, quando non si vogliono affaticare gli occhi ma essere comunque in grado di vedere animali che si muovono nel bosco. Vi sono anche quattro modalità operative predefinite, in base al luogo dove ci si trova: Foresta, Rocce, Identificazione e Utente, che permette di personalizzare l’immagine. Si può usare Helion PRO immediatamente scegliendo il bianco o il nero caldo, ma essendoci impostazioni molto avanzate, una volta presa confidenza con le varie funzioni si possono apportare diverse modifiche per assecondare le proprie preferenze.  

Nel momento in cui Pulsar dovesse sviluppare nuove funzionalità, si potrà aggiornare il firmware e sfruttare le novità.

Nel corso degli anni alcuni di questi aggiornamenti sono stati molto significativi. È inoltre possibile connettersi alla App di Pulsar tramite WiFi o USB e scaricare foto e video registrati. Personalmente, utilizzo soprattutto il cavo USB, con il quale il trasferimento dati è velocissimo. 

In basso: non abbiamo trovato difetti, ma solo un elemento estraneo.


Cosa si trova nella confezione del prodotto?

Nella confezione - di pregevole fattura - di Helion 2 PRO si trovano un pacco batterie IPS7 agli ioni di litio con caricatore, un cavo USB, una guida rapida e un certificato di garanzia. C’è anche un cinturino per la mano, molto comodo, ma solo per la mano destra. C’è anche una custodia per il trasporto, a protezione dello strumento. La durata delle batterie è molto elevata, e durante le nostre escursioni non si sono mai scaricate, nemmeno tenendo il dispositivo sempre acceso per una serata intera con temperature rigide. Pulsar afferma che l’autonomia delle batterie è di 8 ore, e ciò sembra corrispondere alla realtà. L’aspetto positivo dell’avere batterie sostituibili è chiaramente che si possono portare batterie di riserva, e in solo mezzo minuto rimpiazzarle e disporre nuovamente di una carica completa.      

Costruito in Lituania. Livello di protezione IPX7.

La lente dell’obiettivo standard è F50/1.0, tuttavia sui modelli Helion 2 è intercambiabile. Ha un innesto rapido a baionetta ed è impermeabile. Rimuovere la lente è un’operazione che richiede solo pochi secondi. È possibile sostituirla con una lente da 38 mm o anche da 28 mm per un campo visivo più ampio, ma in questo modo si sacrificano la distanza di rilevamento e l’ingrandimento. Sinceramente non vedo il motivo per far questo, ma potrebbero esserci professionisti che hanno altre necessità. 



Tutte le immagini termiche e i video in questo articolo sono stati ripresi con il registratore foto e video integrato, che è decisamente facile da usare. È sufficiente premere il pulsante di registrazione e puntare. C’è una memoria interna da 16 GB a disposizione.


CONCLUSIONI

I monocoli termici sono ormai di un tale livello qualitativo che mi sento di affermare che, se queste sono la qualità dell’immagine e la performance complessiva minima che vengono raggiunte, allora per molto tempo a venire non avremo bisogno di nulla di più. Sono consapevole che dovrò rimangiarmi queste parole, ma solamente nell’ultimo anno il miglioramento della qualità dell’immagine è stato impressionante.

TFB ha testato la maggior parte dei monocoli termici Pulsar più recenti, dal modello di base Axion XM30S a quelli di fascia media XQ38 e XQ38 LRF. Se siete alla ricerca di un dispositivo termico di alta qualità e non avete grandi problemi di budget, Helion 2 PRO è sicuramente uno degli strumenti che dovreste prendere in considerazione. Potrebbe non essere il migliore da ogni punto di vista, ma nel complesso è sicuramente al top. 

Le caratteristiche migliori di Helion 2 XP50 PRO sono la qualità dell’immagine, l’ampio campo visivo (2.5x), la funzione Picture-in-Picture e la possibilità di scattare foto e girare video, da condividere poi con altri. È anche apprezzabile il fatto di avere un’immagine termica nel giro di 4 secondi dopo l’accensione, molto più rapidamente (2 o 3 volte di più) di altri strumenti che ho provato. Se lo mettete in stand-by, è quasi immediato, non più di un secondo.   

In attesa di un cinghiale. Pulsar Helion 2 XP50 PRO e Pulsar Thermion 2 XP50 su un Blaser R8.

Ho avuto a disposizione Helion PRO per un mese circa ed ha funzionato egregiamente, senza riscontrare alcun problema. Spero di averlo ancora per un po’ di tempo prima che Pulsar mi chieda di restituirlo, e so che mi mancherà. Dopo aver sperimentato una qualità delle immagini eccezionale, non si riesce a tornare indietro.

Stavo per aggiungere che farebbe comodo disporre di una tracolla, poi ho scoperto che è già disponibile.   

Qui trovate la pagina relativa a questo prodotto sul sito Pulsar: Pulsar Pro Series – Helion 2 XP50 Pro.